Il Muro del Sesso

di Tanja Contino

“Abbiamo salutato con gioia l’abbattimento del muro di Berlino, peccato sia caduto sulla testa delle donne”. Questo è il commento di un’esponente della Duma russa, il parlamento del paese protagonista di quel momento storico e delle radicali trasformazioni politiche, economiche e sociali che ne sono seguite.

La globalizzazione politica, economica e culturale ha trovato nella caduta del blocco sovietico la sua piena realizzazione e allo stesso tempo il vero banco di prova della sua efficacia, ormai esplicitamente messa in discussione. La Russia e gli altri paesi dell’ex blocco socialista hanno adottato repentinamente e in toto il modello occidentale. La questione principale non è tanto di giudizio di valore su questo modello presunto universale quanto, invece, di tempistica. Il passaggio verso l’economia di mercato è stato appunto repentino, non strutturato ne guidato. Questo ha significato vuoto di potere, mancanza di strutture statali e istituzioni capaci di gestire e controllare la transizione; ha significato l’emergere di fenomeni economici e sociali profondamente distruttivi.

La prostituzione e la tratta delle donne ne sono un esempio. I sentimenti che spinsero coloro che abbatterono fisicamente e idealmente il muro di Berlino contrastano con l’incubo che per milioni di donne dell’Est era appena cominciato. Quella che una volta era la frontiera tra due mondi, tra Europa dell’Est ed Europa dell’Ovest, ora è chiamata l’autostrada dell’amore. La E-55 corre tra Germania e Repubblica Ceca in una sequenza ininterrotta di bordelli e mercati del sesso. Nude ai cigli delle strade migliaia di giovani donne dalla pelle diafana sono diventate merce, prodotti del villaggio globale da vendere in luoghi come il Mercato Arizona, città serba che ricorda la corsa all’oro americana con saloon, alcol e donne schiave da comprare. Qui i trafficanti prima di fare le offerte ispezionano, toccano, controllano pelle, denti e bocca come si fa con i capi di bestiame, con cavalli, vacche o cammelli.

Fino agli anni novanta nei paesi comunisti la piena occupazione garantiva un salario minimo e la prostituzione era pressoché inesistente, limitata a intrattenere i rari uomini d’affari stranieri che si avventuravano oltre la cortina di ferro. Lo smantellamento dell’Unione Sovietica fa piombare nella povertà l’intera popolazione e a pagare sono soprattutto le donne, tra l’altro per la maggior parte capifamiglia singoli e monoreddito, che per salvare dalla fame se stesse e i loro figli iniziano a vendersi. Dal 1991 migliaia di prostitute slave si riversano sul mercato occidentale modificandone le caratteristiche. L’offerta di donne bellissime bionde e istruite, che impongono prezzi più alti, frutta maggiori profitti e fa arricchire protettori di mezza Europa, bande criminali e politici corrotti.

Oggi la Russia ha uno dei tassi di crescita dell’Hiv più elevati al mondo, livelli di malattie veneree e sifilide pari a quelli dell’Africa subsahariana e un tasso di fertilità bassissimo. Ma soprattutto ha ragazzine che, interrogate sul loro futuro, non dicono più di voler diventare ingegneri o cosmonaute. La prostituzione è l’unico modello di sopravvivenza. Come afferma l’economista Loretta Napoleoni: “Questo è solo uno dei surreali effetti collaterali della più importante trasformazione economica del ventesimo secolo: lo smantellamento del comunismo e la nascita della globalizzazione”. È un chiaro esempio di quanto sia importante non sottovalutare le conseguenze di cambiamenti politici ed economici così radicali.

Foto Shirin Fakhim

Per approfondimenti:

Loretta Napoleoni, Economia canaglia. Il lato oscuro del nuovo ordine mondiale, il Saggiatore, Milano 2008.

Donna M. Hughens, “Supplying Women for the Sex Industry: trafficking from the Russian Federation”, University of Rhode Island 2002, http://www.uri.edu/artsci/wms/hughes/supplying_women.pdf

Mikhailina Karina, The Myth of Pretty Woman: Russian women are victims of illegal trafficking, 1999, http://veracity.univpubs.american.edu/weeklypast/032399/story_1.html

Statistiche dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Highlights in Health in Estonia, 2001, http://www.euro.who.int/document/e74339.pdf

Laurie Garrett, “Crumbled Empire, Shattered Health/ Expanding Sex Industry Spreads Disease”, in Newsday, 4 novembre 1997, http://www.aegis.com/news/NEWSDAY/1997/ND971105/html

Roger Scruton, “Shameless and Loveless”, in The Spectator, 16 aprile 1995. Catholic Education Resource Centre, http://www.catholiceducation.org/articles/sexuality/se0212.htm

Nata a Roma e residente a Londra, è una delle massime esperte di terrorismo ed economia internazionale. È consulente per la Bbc e la Cnn, editorialista per El Pais, Le Monde, The Guardian e pubblica articoli e inchieste su D Repubblica, La Stampa e Internazionale.

Loretta Napoleoni, Economia canaglia. Il lato oscuro del nuovo ordine mondiale, il Saggiatore, Milano 2008, p. 29.