E SE DOMANI…ALL’IMPROVVISO PERDESSI TE. (Acqua capitolo 1)

di Tanja Contino

girl-before-a-mirror-pablo-picassoDa qualche anno la questione idrica si pone prepotentemente all’attenzione del mondo e sempre più frequenti sono gli allarmi in proposito a livello globale, nazionale, e locale. L’acqua è la risorsa per eccellenza, indispensabile alla vita e a garantire il diritto ad una esistenza dignitosa.

Spiegare il perché di questa acuta attenzione non è quindi necessario; essa è strettamente correlata allo sviluppo umano; è talmente connessa ai bisogni dei singoli, delle comunità e dei territori che l’ipotesi di una diminuzione della sua disponibilità apre scenari di crisi intollerabili. Da tre decenni si è entrati in una nuova fase della storia dell’umanità, caratterizzata dalla presa di coscienza dei limiti fisici del nostro pianeta. Alle soglie del terzo millennio per la prima volta è emerso un vincolo al potenziamento della dotazione idrica degli individui su scala globale. Se nel XX secolo la dotazione idrica pro-capite per abitante del pianeta è raddoppiata, questo non sarà più possibile in futuro. La questione è ormai così strategica sul piano geopolitico, simbolico ed etico da condizionare i governi e da mobilitare imponenti interessi economici e finanziari.

L’acqua, come l’aria, è una risorsa anomala: è rinnovabile e, quindi, non si esaurisce, ma esiste in quantità date, non incrementabili. Il rinnovamento delle fonti idriche avviene attraverso un processo definito il “ciclo dell’acqua”. A fronte della continua crescita delle attività produttive e dell’espansione demografica, il ciclo dell’acqua tende ad essere alterato, non tanto sul piano quantitativo quanto su quello qualitativo per l’immissione di sostanze inquinanti, che compromettono la quantità finale di acqua disponibile. Come è ovvio la disponibilità si riduce se aumenta la domanda, se l’attività dell’uomo deteriora grandi quantità di acqua e se aumentano gli sprechi. Gli sprechi vanno imputati all’assenza di adeguata attenzione da parte delle amministrazioni pubbliche e di sensibilità da parte dai consumatori. 1/3 dell’acqua prelevata dai bacini ogni anno non arriva agli utenti, ma va dispersa a causa delle perdite in rete e/o del cattivo stato di manutenzione degli impianti.

Per alcuni i numeri non consentono comunque di parlare realisticamente di grave problema di disponibilità e di emergenza idrica. L’acqua sarebbe, infatti, sufficiente a coprire i bisogni dell’intera umanità se fosse distribuita in modo più omogeneo tra paesi e aree geografiche.  Il problema principale, quindi, risiederebbe essenzialmente in una corretta gestione. A causa delle differenti condizioni climatiche l’acqua è una delle risorse distribuite nel mondo con maggiore disuguaglianza: abbondanza in alcuni luoghi e periodi, penuria in altri. Questa realtà fisica, geografica e climatica è aggravata da due trasformazioni che hanno caratterizzato il XX secolo: l’incremento demografico e lo sviluppo tecnologico.

A complicare il quadro vi è il fatto che le soluzioni a questo problema globale sono quasi sempre da sviluppare e realizzare a livello locale e tenendo presente che l’oggetto in questione non è un bene scontato o appartenente a delle minoranze, ma è un bene collettivo.

Vi è un forte squilibrio attuale fra consumi smodati da un lato e penuria idrica dall’altro, che vede l’esistenza di paesi in cui l’abbondanza legalizza lo spreco e altri per i quali questa risorsa è un lusso. Si deve oggi parlare di risorsa comune dilapidata, per principio libera e accessibile a ogni individuo per diritto naturale, ma di fatto inegualmente distribuita su scala globale.

La più indispensabile delle risorse naturali per la maggior parte degli esseri umani è razionata; solo i paesi industrializzati, e non sempre, sono ancora capaci di dare l’illusione ai propri cittadini della disponibilità illimitata di acqua.

Se per oltre un secolo e mezzo la crescita economica si è basata sulla convinzione della disponibilità illimitata della risorsa acqua, oggi la sua gestione è una delle principali sfide che l’umanità dovrà affrontare.

Tanja Contino

Per approfondimenti:

Comeau A., Benoit G., A Sustainable Future for the Mediterranean, Sophia Antipolis, Plan Bleu, 2005.

De Villiers M., Acqua: Storia e destino di una risorsa in pericolo, Milano, Sperling & Kupfer, 2003.

Federici, G., “Misure e Risorse”, Rivista Geografica Italiana, annata CXII-Fasc. 3-4, settembre-dicembre 2005, pp. 597-605.

Ferragina, E., (a cura di), L’ acqua nei paesi mediterranei: Problemi di gestione di una risorsa scarsa; Atti del Convegno Internazionale (Napoli, Istituto Motori del CNR, 4-5 dicembre 1997), Il Mulino, Bologna, 1998.

Lacoste Y., L’acqua e il pianeta. La lotta per la vita, Milano, Rizzoli-Larousse, 2003.

Lasserre, F., Acqua : Spartizione di una risorsa; traduzione di Stefano Valenti. Ponte alle Grazie, Milano,  2004.

Leone, U., “L’acqua: un’emergenza?”, Parole Chiave, 27, 2002, pp. 21-29.

Sironneau, J., L’acqua : Nuovo obiettivo strategico mondiale, Asterios, Trieste, 1997.

Per approfondimenti:

Comeau A., Benoit G., A Sustainable Future for the Mediterranean, Sophia Antipolis, Plan Bleu, 2005.

De Villiers M., Acqua: Storia e destino di una risorsa in pericolo, Milano, Sperling & Kupfer, 2003.

Federici, G., “Misure e Risorse”, Rivista Geografica Italiana, annata CXII-Fasc. 3-4, settembre-dicembre 2005, pp. 597-605.

Ferragina, E., (a cura di), L’ acqua nei paesi mediterranei: Problemi di gestione di una risorsa scarsa; Atti del Convegno Internazionale (Napoli, Istituto Motori del CNR, 4-5 dicembre 1997), Il Mulino, Bologna, 1998.

Lacoste Y., L’acqua e il pianeta. La lotta per la vita, Milano, Rizzoli-Larousse, 2003.

Lasserre, F., Acqua : Spartizione di una risorsa; traduzione di Stefano Valenti. Ponte alle Grazie, Milano,  2004.

Leone, U., “L’acqua: un’emergenza?”, Parole Chiave, 27, 2002, pp. 21-29.

Sironneau, J., L’acqua : Nuovo obiettivo strategico mondiale, Asterios, Trieste, 1997.

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