“Le persone non fanno i viaggi,
sono i viaggi che fanno le persone”
John Steinbeck
di Luigi Capone
Vorrei sprofondare su un letto o su una strada. L’estate non la sopporto. Diventa tutto come in discoteca. Sei costretto a divertirti. Sei costretto ad essere allegro. Anche mentre hai la morte nel cuore. Il tempo è poco. L’imperativo è correre al mare a sciacquarsi le palle. Rimanere bloccati per ore in coda sulla Salerno- Reggio Calabria o morire come mosche sulle autostrade. Correre in Spagna. Correre alle feste e alle sagre, sempre più squallide e insignificanti. Comprare e correre, andare a farsi una lampada. Spendere soldi in vestiti. Farsi vedere dai turisti che vengono una settimana all’anno, figli di emigrati a Roma e in Svizzera, o paesani trapiantati a Napoli.
L’estate a Nusco. Ogni estate riscopro quanto odio questo paese di merda.
I vecchi ballano il latino americano di fronte a due casse e a un dj improvvisato pagato dal comune. Sembra che in estate aprano gli ospizi e il paese diventi proprietà degli anziani. Accorrono 90enni anche dalle città per rinfrescarsi le natiche. I pochi giovani, spauriti, organizzano feste pacchiane da discoteca cercando di emulare lo stile metropolitano di Milano marittima, in questo clima rurale, e diventano a dir poco patetici agli occhi di chi per sbaglio o per caso viene da fuori e assiste a tutto questo. Credono di essere “metropolitani” ma in realtà arriveranno per ultimi come per tutto il resto. Qui infatti per molti la castità è ancora un valore. Se guardi una bella ragazza puoi trovarti a dover litigare con il fratello o col cugino. Si vestono come le oche in tv, ma il loro cervello è ancorato a una mentalità antica. Alcuni ragazzi, annoiati, vanno a farsi una canna dietro la villa e così raggiungono l’apice della serata. Sono dei coglioni e si credono moderni e migliori degli altri.
Ma le feste che vanno per la maggiore in irpinia sono le sagre della pizza e della birra, alla faccia della novità. Feste che mettono depressione, uno dei paradossi di questa terra.
Certe sere mi viene da svenire. Penso che non voglio finire così. Mi sento osservato, voglio sparire.
Odio l’estate. Non riesco a trovarvi pace. Io sono per l’inverno. Non amo il giorno, amo la notte.
Stasera c’è un gruppo folk in piazza che fa balli di gruppo. Tutti i pensionati, gli emigrati tornati in vacanza, si mettono in fila e ballano scuotendo le loro pance. L’età media è settant’anni. Il paese è pieno di macchine e non si riesce a parcheggiare da nessuna parte, alcuni dalle loro finestre osservano e non vedono l’ora che vadano tutti via e si torni nel mortorio dell’inverno per poi lamentarsi del fatto che non c’è nessuno. Il fatto è che qui, quando il paese si riempie, si riempie solo di gente di merda. Dal pomeriggio sono arrivati camion di napoletani e vecchie mercedes scassate con a bordo nordafricani per allestire la festa. Arriva la sera e si aprono i camion della pizza, le bancarelle delle salsicce alla brace, e le bancarelle dei marocchini, affiancate da motorini rumorosi a nafta per illuminare le lampadine poste sulla sommità, che vendono cassette e cd falsi di Gigi d’Alessio. I miei vecchi prima di perdersi in questo trambusto di pensionati, sono andati alla processione, e come tanti rettili seguono la Madonna dell’Assunta in alto sul trattore addobbato di carta colorata. Le vecchie in prima fila lamentano dei canti religiosi, la più cattolica di tutte col megafono le fa da guida, come nei cori allo stadio, solo che qui l’aria è funebre e assomiglia a una lunga nenia pietosa.
Odio la morale cattolica di questo cazzo di paese. A volte vorrei salire sul campanile con un megafono e lanciare una gigantesca bestemmia.
Per dieci giorni all’anno, il paese si riempie di queste pagliacciate e di questi spettacoli penosi, che mi fanno rimpiangere l’inverno e la solitudine e il freddo, e le lunghe serate al bar in tre o al massimo in quattro.
Io mi isolo più che posso, evito di stare con i parenti, che fanno grandi pranzi e grandi cene che durano ore ed ore tutti i giorni. Si mettono a tavola e non si alzano più, questo è il festeggiamento pagano dei cattolici. Io da laico, mi sento finanche più spirituale. Evito di salutare tutti. Salutare e farsi salutare dai parenti diventa un’ossessione, ma che ormai riesco ad evitare benissimo.
Ogni sera prendo la macchina e vado via da qualche altra parte, non voglio vedere queste scene che hanno rovinato fin troppo la mia adolescenza.
Depressione. Un giorno scriverò una guida turistica : “Guida ai luoghi della depressione”.
Vorrei perdermi in un letto, o su una strada che non esiste. L’importante è stare lontano dagli esseri umani. Mai come ora non si può stare in pace. Voglio l’inverno, i tuoni, i lampi, i fulmini!
Ogni estate ti separa da qualcuno, ogni estate ti fa perdere e ti fa poi raccogliere i pezzi di quello che hai perso.
La mia vacanza è stare in un luogo dove non mi conoscono, frequentare un bar senza rompi coglioni, svegliarmi alle due, dormendo in una stanzetta abbastanza grande per dormire e per avere un cartone di birra fredda.
Invece sto qui.
Quando mi capita di uscire per strada in questo posto, si cala un velo davanti agli occhi, la testa mi diventa pesante. Vedo i soliti vecchi, le solite facce, le solite stronzate sulle loro bocche, che portano sonno. Un sonno pesante, che tende alla depressione. E’ proprio il paese a dormire un sonno profondo. Su di esso, cala normalmente una cappa di noia, fiacchezza, fatica, lentezza.
La vita che si fa qui è una vita da bar. I giovani, i vecchi, buttati davanti a un bar si lamentano. Dicono che c’è poca gente, dicono che prima si stava meglio e ci si divertiva, dicono che domani mattina devono andare a lavorare, dicono che non hanno soldi. Questi ultimi tuttavia, che si lamentano, è molto facile vederli in giro a bordo di una mercedes o di una spider da 30 000 euro. Per sentirsi V.I.P. in mezzo ai pezzenti. Per analogia, chi parla di cultura o dice di essere un artista, lo fa per sentirsi V.I.P. in mezzo agli ignoranti.
Si riuniscono giocando sui tavoli di plastica del paese per giocare a carte, e tra una giocata e l’altra urlano bestemmie contro i santi, la madonna e il padre eterno. Bestemmiano per le regole del gioco e per maledire la propria vita e il proprio paese.
Le sere d’estate del paese si riempiono anche di un altro tipo di palloni gonfiati. Mi riferisco alla così detta elites nuscana ( così detta per auto proclamazione ). I fantomatici-patetici-sgradevoli nobili del paese nonché filosofi e menti illuminate, esseri superiori, e continuatori naturali dell’illuminata(?) politica di Ciriaco De Mita, presidente del consiglio nel 1988, ex segretario della gloriosa(?) D.C.
Queste più che patetiche casate nobiliari, si intrecciano tra di loro coi matrimoni, si dividono posti di lavoro e cariche amministrative, cercando di feudalizzare il territorio e i suoi abitanti. Camminano per le vie del paese così come Gesù Cristo camminava sulle acque. Portano rancore e reale disprezzo verso tutti. Sono nobilmente distaccati, e hanno sempre ragione. Li ammazzerei tutti.
E’ così tutti insieme camminano accidiosi e sentenziosi per le vie diafane del paese.
Il paese – barzelletta, che a volte quando dici di essere di lì’ ti guardi attorno e lo dici a bassa voce, per non farti sentire.
Ecco perché quando cammino per le vie del paese in estate, non posso fare altro che bere e vomitare, e poi farmi dire da loro che sono uno sbandato, un barbone destinato al manicomio. Comunque, vomitiamo e passiamo avanti, parafrasando Dante : “Non ti curar di loro ma guarda e passa”.
Nella canicola estiva ecco che d’improvviso compare una troupe del cinema, che vuole girare un film comico napoletano con l’attore Biagio Izzo. Parcheggiano i loro camion, si riversano negli alberghi. Portano sopra Nusco il costoso culo di Alena Seredova. Mentre girano le scene si staranno chiedendo in che razza di posto sono capitati e com’è strana la gente del luogo, nonché “come cazzo fanno a campare qua sopra?”.
Mi fermo a parlare con loro, mi guardano come un indigeno del luogo da studiare. I tecnici hanno accento romano, alcuni del cast sembrano filosofi napoletani con la puzza sotto al naso e con l’altarino di Massimo Troisi sopra al comodino. Già a pelle mi stanno sul cazzo, i napoletani. Mi chiedono se voglio fare la comparsa, gli dico – ok – , ma poi presto me ne vado e mando a cacare il film. Non perché ci siano altre cose più interessanti da vedere, ma per abitudine.
Le giornate non passano mai.
Sull’orlo del pomeriggio sono solito andare in un bar che si trova proprio sul bivio. Tra la valle del Calore e la valle dell’Ofanto. Da una parte i vigneti del Calore, dall’altra i campi di grano dell’Ofanto. Sospesi in mezzo prendendo un po’ da una parte e un po’ dall’altra, dove in realtà sei in mezzo e basta, sei dentro, ma sei fuori da un paese, osservi tutto da fuori. Lì s’incontrano calorani e ofantani e gente dell’ufita, e si scontrano in teatrali battibecchi. La mia pausa non dura più di un’ora, ma mi basta per vedere queste scene nel frammezzo di un via vai di Peroni, di gratta e vinci e di Amaro Lucano.
Con me è presente sempre la stessa combriccola. Tra un tavolo e l’altro, tra mazzi di carte e giornali ci trovi Michele, che legge il giornale ed è in tutto e per tutto un’eccezione lì in mezzo. Una specie di oracolo in mezzo all’afa pomeridiana, tra due strade che scendono verso due mari diversi, una verso il tirreno, una verso l’adriatico. Ci tratteniamo volentieri a parlare. E’ l’oracolo del bivio. Si parla del blog, dell’Irpinia, dell’Ofanto e si arriva in Lucania. Il suo sguardo è più rivolto all’Ofanto, ovvero ad est. Verso un orizzonte che dice essere più aperto, più ampio.
In effetti basta prendere la macchina e decidersi di buttarsi nella valle per perdersi, ed è un piacere bruciare carburante da solo in mezzo al grano e al vento. Non sei tu a seguire la strada ma è lei a seguirti.
Io mi ci butto, senza la speranza di trovare qualcuno. Libero dalla speranza. Vento e polvere sulla mia faccia.
La base di partenza resta il bivio. L’angolo dove si snodano percorsi ipotetici.
A furia di andare lì, il bivio è diventato a poco a poco una sorta di ufficio. Tutte le notizie delle due valli in un modo o nell’altro passano di lì, di modo che tutto si sa e nulla si racconta in giro.
Mentre beviamo un caffè e diamo un’occhiata al giornale, arrivano a frotte macchine, trattori e treruote e parcheggiare. Il faticoso trascorrere della vita, che passa velocemente tra una birra e l’altra.
Si sta lì in bilico, scegliendo la strada da percorrere. Est o ovest. L’importante per chi è nato qua è andarsene. Una scelta che ti può cambiare la vita. E’ già una fortuna che nel mezzo di questa scelta, nel bivio, ti servano anche un caffè.

e bravo luigi i miei complimenti per la tua buona penna! il tuo post circa la critica della stagione estiva e la tua predilezione per quella invernale mi riporta alla mente una delle più belle serate trascorse a nusco l’inverno passato: quando con quasi mezzo metro di neve siamo scesi a piedi al rosybar sotto una fitta nevicata e la totale assenza di luce artificiale, ricordi?
Ahahahahahahah
c’ero pure io!!!
Sembra che qui si stia solo ad offendere la gente,e non ci si soffermi sulle questioni proposte, perdendosi invece in sterili attacchi personali.
Le parole sono state strumentalizzate: in ciò che ha detto Luigi non c’era nulla di “politico” ma è chiaro che alcuni hanno creduto che fosse così. Per quel che mi riguarda,non sono di Nusco e non mi sono fatta nessuna idea “sbagliata” sul paese (visto che molti sembrano preoccuparsi unicamente dell’immagine del posto in questione) e sinceramente, non mi interessa.
Ritrovo invece, le stesse realtà nel mio paese, ed è facile intuire che ciò che è stato descritto, poteva essere riferito a qualsiasi altro piccolo centro dell’Irpinia.
Non soffermiamoci su “CHI” ha detto cosa, sul “PERCHé” l’ha fatto, non troviamo secondi fini dove non ci sono…
La noia, il senso di immobilità, l’appiattimento culturale, la “stanchezza” di una generazione che serpeggiano tra i giovani dei nostri paesi…queste sono questioni importanti su cui invece bisogna riflettere e dialogare…
Poi,direi a Valentina, che ognuno di noi ha una storia, la mia è simile alla tua per certi versi, ma non possiamo ritenerci migliori di altri solo perchè pensiamo di aver vissuto delle esperienze che alcuni non immaginerebbero nemmeno.Attenta: perchè chi hai davanti potrebbe avere un percorso diverso, ma non per questo meno semplice,potrebbe avere problemi diversi dai tuoi, ma non per questo più banali…la vita è un viaggio che compiamo su strade che sono uniche per ognuno di noi,proseguono parallele, a volte si incrociano ma è sempre per un breve tratto: rimangono per la maggior parte del loro percorso, “sconosciute” le une alle altre…
Vanno bene i toni accesi,ma c’è un limite:ci vuole più empatia, maggiore apertura al confronto….siamo però, con mio grande rammarico, ancora troppo,troppo lontani da tutto questo…
Per Valentina :
“io aiuto mia madre a lavorare la mattina e poi vado a studiare. fino a due anni fa a Fiorentino non c’era nemmeno la strada comunale con cui raggiungere le nostre case.”
Non me ne sbatte un cazzo…
Caro Celestiano, evviva la nevu !!!
Per Valentina post scrittum :
“ma sta stronza, ma chi cazzo ti obbliga a leggere sta minchia di blog?????”
Valentino tu si che capisci tutto, testa di cazzo
Io mi rivolgo a tutti i lettori :
ma sti stronzi, dico io, non hanno proprio niente
da fare che vengono a rompere i coglioni qui? A fare i moralizzatori del cazzo?
Non fare lo stronzo.
Non intendevo dire che capire=essere come Valentina. Volevo dire che avete avuto percorsi diversi.
Lei ha già raggiunto la meta che vuoi raggiungere anche tu -fa attenzione, non ti parlo di qualcosa di astratto-, ha già superato il turno, e ora gioca una partita nuova, che speri di affrontare il prima possibile pure tu.
Nessun doppio fine -questo è stato veramente offensivo, dal primo post-, nessuna morale.
sapete cosa vi dico??al diavolo la buona educazione del cazzo che si conviene ad una “brava ragazza” e….fanculo a tutti quanti!!!
ma vedo che alla fine non ti sei risparmiato! ottimo!!!ci vuole fegato per dire quello che si pensa,fallo sempre e continua così!!
Ai falsi moralisti, a quelli che non vogliono vedere la realtà per quella che è e si ostinano a dire di amare un paese dove non c’è un cazzo di nulla, a quelli che, frustrati per la loro posizione socio-economica, sanno solo vomitare il loro odio sui figli di papà senza in realtà fare nulla per essere migliori, a quelli che non sanno cosa fare della propria vita e la sprecano in alcol, droga e puttane,ai falsi poeti e ai falsi profeti…a quelli come me che mandano tutti a cacare, vorrebbero cambiare le cose, ma non ne sono capaci e rimangono nel loro anonimato!!
Luigi, consentimi un “fanculo” speciale a te per essere stato troppo diplomatico in alcuni tuoi commenti
Va bene lo scontro, ma qui l’atmosfera è troppo western! Poi fanno bene ad organizzare il Country Festival… Anche la dialettica aspra fa parte delle cose positive, ma alcuni “postatori” entrano nel personale e quindi offendono. Luigi non merita la sequela di ingiurie che gli sono state rivolte, perchè nel suo post lui esprime – in maniera letteraria, per dirla con Michele – il disagio/disprezzo/schifo del mondo come lo vede lui. Ed è onesto, in questo sfogo, al punto che se la prende anche coi parenti! Ora si può elogiarlo, criticarlo, biasimare alcuni contenuti (l’unico mi pare sia stato Tyler a farlo con un certo stile) ma non ingiuriarlo. Una cosa che si è persa del “mondo antico” (pre-terremoto, che io ho fatto in yempo ad annusare), forse la cosa più importante, è il gusto della parola, di ascoltarla, dosarla ed esprimerla con tutto il peso che si porta dietro. La rissa lasciamola a quelli della TV.
Alfonso Del Giudice
PS Mi permetto, inoltre, e mi scuso col blog, di invitare quelli che scrivono ad aggiungere nome e cognome. Parliamo chiaro ed in chiaro!
Riepiloghiamo :
“io aiuto mia madre a lavorare la mattina e poi vado a studiare. fino a due anni fa a Fiorentino non c’era nemmeno la strada comunale con cui raggiungere le nostre case.”
E a me non me ne sbatte un cazzo !!!!!!
“ma sta stronza, ma chi cazzo ti obbliga a leggere sta minchia di blog?????”
ma sti stronzi, dico io, non hanno proprio niente
da fare che vengono a rompere i coglioni qui? A fare i moralizzatori del cazzo?”
Bene. Come volevasi dimostrare io non sono nient’altro che uno scrittore, e questo non è altro che un testo di narrativa. Non fatevi coinvolgere troppo e non vi alterate. Questo è un teatrino, e che vi piaccia o no, è così. Se non siete capaci di leggere nemmeno un racconto grottesco come questo senza provare sdegno e rancore, vi consiglio di non leggere affatto.
Non mi parlate nemmeno di morale, perchè non esiste nel momento in cui si scrive qualcosa. BASTA CON LA MORALE.
Ogni volta che leggo delle invettive contro un testo narrativo innoquo, mi stupisco dell’ignoranza che c’è in giro. Ma purtroppo viviamo in mondo di merda, io lo dico sempre.
Dunque, mi spiace se Valentina o chicchessia prova rancore verso di me, e si sente come se i miei genitori rubassero i soldi a lei. E chi se ne frega se io non lavoro e non guadagno soldi, sono solo uno scrittore, non un profeta, non un predicatore. E’ proprio lei che rappresenta tutto quello che odio di Nusco e della sua mentalità moralista cattolica, bigotta e benpensante. Ciò non toglie che se la signora vuole, io sono anche disposto a berci una birra insieme!
Infine vi invito a fare uno sforzo in più nel leggere i testi, e per capirli veramente, non pensare che il mondo ruoti tutto intorno a voi e alle vostre sfighe e frustrazioni.
“That’s enterteinment!”
Con affetto e apatia,
Luigi
Cari amici, caro Luigi,
la discussione è interessante e divertente (sì, divertente: non si scandalizzi nessuno se penso che in questo blog dei giovani di Sonar bisogna anche divertirsi).
Proprio per questo non va sciupata.
Viviamo in un’epoca di “analfabetismo” davvero eccessivo per cui bisogna spiegare persino che “I promessi sposi” non sono un trattato di matrimonialistica ma un romanzo, non fanno parte della discussione sulla morale e quant’altro, ma di quella sulla letteratura.
Ho già scritto in un altro commento sopra del rapporto tra linguaggio polemico-letterario e linguaggio social-politico e quindi rimando a quel commento.
Sul resto voglio dire a Valentina che ha tutto da guadagnare se dice le stesse cose e magari anche più radicalmente critiche in un altro modo, evitando le espressioni gratuite che offendono innanzitutto lei oltre che Luigi e i lettori. Si può fare, mi deve credere. Si può davvero dire tutto in modo pungente e radicale senza offendere: scoprirà quanto sia valido il metodo culturale e quanto sia povero e misero quello sottoculturale.
A Luigi, che dapprima si è lasciato prendere da una vis polemica “sottoculturale” ma poi ha genialmente rimesso le cose nel giusto canale dell’ironia e del sarcasmo, voglio soltanto ricordare che è in fondo un suo merito (di scrittore?) se questa discussione va avanti.
Proprio per questo però bisogna aver ben chiari i ruoli nel dibattito sul blog.
Al postatore spetta un di più di maturità e di “sopportazione” perchè ha un potere (guida la discussione e può anche cancellare i commenti non graditi) che un commentatore non ha.
Questo non vuol dire che un commentatore può fare quel che gli pare. Può fare quel che gli pare al 99,99% dei casi. Al 100% no, perchè ne va della libertà del blog che è, appunto, libero quando sa difendere la libertà non solo dalla censura (in questo i giovani redattori di Sonar danno davvero una lezione di democrazia non censurando mai niente) ma anche dagli attacchi sconsiderati e gratutiti.
Non è questo il caso del commento di Valentina sia chiaro, parlo di cose nolto più gravi che spero non avvengano.
Avanti, caro Luigi e cari tutti, con la discussione alta, seria (non seriosa) e ricca: fate morire di invidia chi non sa più farla.
Un abbraccio
Michele Fumagallo
C’è un principio sacrosanto in questo blog… non si taglia niente… ogni commento è lecito (senza offendere logicamente)…mi farebbe piacere comunque che tutti coloro che intervengono si firmassero, non per una questione di correttezza, ma semplicemnte perchè ognuno si deve prendere la responsabilità di ciò che dice (è una questione di palle).
dal racconto di luigi e nei seguenti commenti si è vista una certa vitalità del blog, bene! andiamo avanti così.
Ricordo a luigi che lui fa parte della redazione e che avendo il 100% del potere e non il 99,99% ha una piccola responsabilità in più nei confronti di chi legge e commenta.
detto questo, spero che il dibattito continui su questo post ma anche su altri argomenti…
un saluto
Marco Delli Gatti
Credo
ps. il credo finale nel precedente post è un errore non significa nulla
marco
è bastato criticare il criticante per sentirmi chiamare analfabeta, cattolica perbenista(??) (sono di sinistra!!), testa di c.. e quant’altro. Vi rendete conto di quanti pre-giudizi esistono nella vostra testa e del livello di democrazia che avete? O pensate che una parolaccia in più vi dia “tono”, che gli eccessi verbali vi facciano vincere l’evidente timidezza dei maschietti? come il grillo parlante di pinocchio mi avete subito pestato. guai a invertire i ruoli. sono uno scrittore dice Luigi: proverei imbarazzo a definirmi “scrittore” (quanti libri hai scritto?), al massimo potresti definirti “uno che scrive”. Io non credo negli intellettuali, non credo negli scrittori nei poeti e nei vati soprattutto di sinistra. Sono utili al mondo stesso che odiano e criticano (i capitalisti) e non se ne rendono conto. La storia la fa l’azione, la rottura, l’esempio, il lavoro e quindi i soggetti che muovono la storia sono il lavoratore, l’operaio, il contadino, chi si fa il mazzo tanto!! la libertà di oziare e filosofare è una libertà borghese e va combattuta perchè chi vive senza lavorare campa sulle rendite altrui che sono pagate dagli sfruttati e dai poveri cristi.
Nello scritto di Luigi ho trovato solo questo: nè arte, nè dialettica che muove la realtà. ma solo stanca, stanchissima retorica che pago io col mio lavoro.
Cerza Valentina
A chi hai detto fottuto giapponese?
Si può ripartire da Itaca o almeno dal sincero fanculo di cui sopra????
sù sù …vai luigi…
Mi permetto di intervenire e “spezzare una lancia” in favore di Luigi,anche se mi sembra ovvio che non abbia bisogno di essere difeso!!
Lui non ha mai preteso di essere un grande scrittore-pensatore-filosofo,almeno io non leggo questo in quanto ha scritto!! E’ “uno che scrive”,come hai detto, Valentina,(a mio parere,poi, è anche discretamente bravo)e lui, con molta umiltà, è consapevole di esserlo tanto è vero che scrive e pubblica i suoi articoli senza ricavarci nulla e senza secondi fini, ma per il puro piacere di farlo.
Ha idee e il coraggio di metterle nero su bianco esponendosi alle critiche positive/negative della gente…e non è poco!
Dire che “l’oziare e il filosofare” appartengano ai “borghesi” e “l’azione e il lavoro” appartengano agli “operai”, mi sembra riduttivo e declassante per la categoria a cui dici di appartenere!
E poi, se hai studiato, è per migliorarti,giusto? inconsapevolmente il tuo scopo è quello di far parte un giorno, proprio di quella realtà borghese (incarnata qui da Luigi,lontano anni luce invece,da tutto quello che essa rappresenta) e che attacchi con tanta veemenza: altrimenti avresti potuto fare la bracciante agricola,non credi sarebbe stato più coerente??
Lasciamo da parte le lotte di classe quindi, perchè in questo discorso non c’entrano: il Pensiero appartiene a tutti e tutti sono liberi di esprimerlo. Non è solo il lavoro a nobilitare l’uomo, secondo il mio modesto parere: ma anche, e soprattutto, il proprio Pensiero!Poi ognuno ha il proprio vissuto e le proprie esperienze,se vuoi un consiglio non ostentare i tuoi,e non giudicare mai a priori: il pregiudizio è sempre deleterio e sintomo di poca apertura mentale!
Un abbraccio.
Alessandra Picariello
Valentina, a nessuno interessa il fatto che lavori. Che significa? Mi sà tanto di moralismo, e a me il moralismo non piace. Basta con questo moralismo, sei patetica, lo dico per te.
Cara Cenerentola, se non lo hai capito, ci hai rotto i coglioni, con il tuo vittimismo da strapazzo e la tua morale spicciola legata al tuo posticino di lavoro e alla tua via davanti alla tua casa di merda.
Direi che alcune donne sono un surrogato delle pippe…e tu sei una di queste. Se non l’hai capito poi magari te lo spiego.
Tu, come la maggiorparte dei nuscani, sei legata a una mentalità molto chiusa e paesana, non riesci ad andare oltre dal vedere “a chi so figliu”, ma tu non mi conosci nemmeno, e nemmeno io ti conosco. Tu mi conosci per “nominata”, il che dimostra quanto sei arretrata mentalmente.
Ti interessi morbosamente dei cazzi degli altri, da buona paesanotta saputella e ignorante. Sei peggio dei peggiori democristiani bigotti.
Il fatto è che Nusco sembra una galera, stiamo in una convivenza forzata, dove ogni cosa che uno dice e fà, è oggetto di rimprovero da parte della morale pubblica.
Rinnovo il mio invito a vederci dal vivo, nella vita reale, così ti rispondo in faccia e ti faccio vedere chi ha le palle.
Un abbraccio,
Luigi
Valentina spiega meglio il tuo pensiero, per esempio questo passaggio “Io non credo negli intellettuali, non credo negli scrittori, nei poeti e nei vati, soprattutto di sinistra. Sono utili al mondo stesso che odiano e criticano (i capitalisti) e non se ne rendono conto”, che può essere importante per capire le incomprensioni che lo scritto di Luigi avrebbe potuto generare senza l’intervento di voci contrarie.
Luigi, cazzo…spegni il cervello. prendi il vocabolario. leggi “morale” e “moralismo” e poi rileggi i post di Valentina. e non osare rispondermi su quest’ultimo messaggio.
Un abbraccio,
Antonio del Priore.
Antonio, non capisco che scrivi a fare qua sopra, probabilmente per farti le pippe…
Questo blog è il più democratico possibile, ed è per questo che diamo l’opportunità di scrivere a tutti, anche le stonzate e gli attacchi di matrice sottoculturale sono ammesse.
Ci affidiamo alla gente, ma non approfittatene.
Caro Luigi,
slkdfj ajsfjf ajsopjsofj pjèsfjè pojsopfj safjnnw isfis.
Ci vediamo quando torni.
Un abbraccio,
Antonio.
Valentina un tuo chiarmento non può essere importante, è importante.
Rivolto alla redazione: uagliù 73 commenti! e dire che a Nusco non c’è mai un’anima…guardate come si risvegliano i morti!
Per attacchi personali e sottoculturali la redazione di sonar invita i commentatori a vedersi dal vivo e non sul blog.
Chiedo scusa agli affezionatissimi lettori e amici.
A presto.
Caro Mister Capone,
innanzitutto mi devo dire molto divertito dalla situazione che si è venuta a creare intorno al tuo articolo.Devo dire che un pò di rissa anarchica e punkettona nn fa mai male.
Come ben sai abbiamo discusso molte volte della situazione che la nostra realtà sta vivendo.Io direi un declino inesorabile verso il nulla più assoluto.La tua disamina è sicuramente molto interessante,dai colori forti e i toni accesi.Il fatto è che noi abbiamo dovuto subire da anni ormai la realtà di paese.Una realtà a volte logorante e insopportabile,figlia di un culturalismo politico-sociale che per troppo tempo ha fatto il bello e cattivo tempo senza una vera e propria forma di diversità accettata.
Ma devo dire che oltre alla solita solfa che ci propinano ogni anno(e d’estate in particolare) qualcosa si era smosso nelle attività del paese. Mi riferisco a Nusco Rock, al C.P.M.,ad un vecchio giornalino che se non erro si chiamava Graffiti,alle rappresentazioni teatrali e via dicendo. Purtroppo devo dire che se queste iniziative sono sempre state minate dal fatto che nn facevano parte della realtà del paese.
Forse la soluzione che tu proponi(andare via dal paese)è una delle possibilità che abbiamo.
Ma bbiamo anche un’altra possibilità:combattere(in senso figurato) per le nostre idee,le nostre opinioni.Non lasciare nulla al caso.Solo con il potere dell’immaginazione possiamo resistere al potere(Levi Strauss).
Quindi ti lascio con un dilemma:abbandonare o rimanere e difendere le proprie idee?
A presto
Daniele Faia
Caro Daniele,
qualche post fa accennavo alla poesia di Kavafis, “Itaca”.
“Itaca t’ha donato il bel viaggio.
Senza di lei non ti mettevi in via.
Nulla ha da darti più”.
Il distacco ci vuole ,e come sai, alla fine ha fatto del bene anche a noi,e a tutti quelli che sono andati all’università. Mi ritengo fortunato per questo, perchè se fossi rimasto a Nusco non so che fine avrei fatto. Il mio invito è quello. Non è che non contempli la possibilità di un ritorno, ma sempre dopo il viaggio.
La rovina di Nusco è che sta avanzando una forte sottocultura, come hai visto da certi commenti velenosi contro di me, nata dal fatto che la gente non si sa confrontare con la società, fuorchè quella nuscana, la quale come ha scritto Francesco, è un microcosmo, ma io aggiungo, un microcosmo molto limitato.
Bisogna uscirne fuori per capire cos’è il paese. Ovviamente io sono di Nusco e più volte anche insieme a te mi sono impegnato per creare qualcosa di buono nel paese ( parlo di attività culturali), come il c.p.m., il centro della documentazione per la poesia per il sud, o l’appoggio all’organizzazione di Nusco rock nelle scorse edizioni.
Pensavo onestamente che fosse possibile fare qualcosa in più.
Io personalmente, non vedo un futuro in questa comunità, ma parlo solo per me ovviamente. Non voglio che si dimentichi, che se si fa qualcosa di buono per il paese, io sono il primo a gioirne, è pur sempre il mio paese, e sono legato ad esso con bellissimi ricordi d’infanzia. Seppure in fin dei conti Nusco è un’Itaca stronza, da cui è necessario fuggire, e proprio in quanto tale, è un luogo che prima o poi contempla il ritorno.
Con affetto,
a presto
Luigi
Pure per me è stato importante vivere fuori, anche per capire meglio la sua gente, e oggi, come dicevo all’inizio, non è più una giustapposizione di colori da guardare da lontano, un’immagine da salvare, ma una realtà da toccare, dove c’è gente che Vive.
E’ uguale a tanti altri paesini meridionali, con problemi comuni, che offre praticamente identici pregi e difetti, ma anche peculiarità che non trovi da nessun’altra parte: l’altra sera un noto giornalista (indovina chi?) del nostro paesello mi ha parlato di un suo incontro con Truffaut!!!
oh !!!
è partito da Nusco!!!!!!!
SVEGLIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Parlare del modo con cui gli over 40 passano l’estate mi sembra una stronzata; parlare del modo con cui molti dei ragazzi di Nusco vorrebbero passare la prossima estate, mi sembra invece utile, magari al Comune ci pensano.
-Almeno i film in piazza, stile “Cinema Paradiso”…a ripensarci ora, francamente, bei momenti-
Per il momento meglio organizzarsi con chitarre, vino e ‘a pacienza ‘e suppurtà ‘a gente ca cammina miezo ‘a via pe sbraità’.
Sul futuro la prima cosa è il lavoro, che qua non c’è, e del resto le radici sono importanti, ma non siamo certo piante da vaso; se potrò, me ne andrò di sicuro, cercando tuttavia di fare quanto posso per rendere possibile un futuro per Nusco -scusate se sta frase sembra presa da un dibattito politico, ma proprio non mi viene di meglio-.
P.S.
io sto fatto della sottocultura non l’ho capito bene, spiegati lù
.
Un abbraccio,
Antonio Del Priore
Suvvvia Luigi!! nemmeno il garbo nel rivolgerti ad una donna!! la valanga di insulti con cui mi hai travolta (siccome sei della redazione hai la patente degli insulti ?) palesa il livello di democrazia che pratichi e soprattutto sei tu stesso vittima di quella mentalità paesana che mi rimproveri. Ma ti perdono, la rabbia fa brutti scherzi. Cmq, definisci sottocultura e spazzatura chi si permette di evidenziarie la “fumosità” dei tuoi scritti. spero che lo schema di sonarweb non sia quello “ngi la cantamu e ngi la sunamu”, perchè se volevate essere un gruppo autoreferenziale e farvi i complimenti a vicenda, non c’era bisogno di fare un blog aperto al contributo di tutti.
Per antonio: io vedo nelle considerazioni di alcuni pseudo-intellettuali-scrittori-analisti ec… un nichilismo da strapazzo che non tiene conto della realtà vera e una quantità di luoghi comuni (i paesi morti, andare via, non c’è nulla) così noiosi e culturalmente ripetitivi!! Ma quel che è peggio essi cozzano con la verità vera del nostro tempo che pure c’è, viva, vegeta, mutevole, che cambia pelle, si trasforma, si rinnova, intorno a loro, agli intellettuali, e nemmeno se ne accorgono, perduti come sono nel loro iperuranio!! Perciò mi fanno incazzare, e mi fido più della “prassi”, di chi il mondo se lo suda!! Se lavori in una fabbrica isieme a un ucraino- rumeno-polacco-russo che abita a torella capisci molte più cose di quelle che vengono dette e scritte: una vita c’è e un destino ci sarà sempre per i nostri paesi. Io mi sento nuscana-italiana-parigina-europea-newyorkese- e questi che mi parlano ancora di restare o andare via !! che noia ragazzi!! niente di nuovo all’orizzonte. forse qualche birra in meno farebbe bene: ora non ti arrabbiare, luigi, stavo scherzando!!
Valentina la penso esattamente così, ma a parte questo è importante che sia venuto fuori. Aiuta a ricordarsi chi e dove siamo.
Quest’estate ho ascoltato dei canti alpini in montagna. A un certo punto parte “E tu Austria” e affianco a me un ragazzo si alza e fa il saluto romano. La prima reazione è stata “mo’ lo meno”, e gli ho fatto capire che la cosa mi dava molto fastidio; poi ci siamo guardati per un po’ e lui, anche se non ha minimamente cambiato espressione, la mano l’ha abbassata, ha capito.
Non era un fascista, era solo un ragazzo che non capiva quello che faceva.
P.s.
sta attenta che mo’ di nichilismo parlano solo i cattolici -hahahahahaha-
Valentina, dici solo cazzate. Poi io credo nella parità dei sessi, quindi, mi rivoglo a te come cazzo mi pare e piace. Per cui non continuerò questo penoso discorso inutile in cui ripeti sempre is oliti preconcetti. Ti invito per l’ultima volta a vederci dal vivo, e mandarci a fanculo a vicenda. Qui non è il luogo adatto.
Del resto, carissima, ti invito ad andare su un altro blog, e vedrai che elimineranno i tuoi commenti. Io non te li elimino, anche se potrei farlo, perchè li reputo marginali e patetici. E’ solo per questo che ti invito ad avere il coraggio di dirmele in faccia queste cose.
Uno che lavora a torella, dici tu? Scrivi un libro tu e non rompere.
Questa che racconto qui è la mia vita e non la tua.
Antò…troppe pippe…più fatti.
Qui non è Comunione e Liberazione, per fortuna.
Statti coi ciellini e canta sulle alpi quello che ti pare.
Alla redazione : volete vedere che domani mi ostracizzano da Nusco?ahahahhahahahhaha
P.S. Valentina io ho la grande fortuna di non vivere a Nusco. Mi spiace per te che ci sei rimasta e si vede.
Mi fai pena…diciamo così
il paradiso in terra eccolo qua, mi trovo e ve lo linko : http://www.youtube.com/watch?v=apqR9QDO1t4
Un grazie a Gabri!
88 commenti, arriviamo a 99 e poi finisce il mondo
Gabri grazie!
http://www.youtube.com/watch?v=djAZOXiHExM
Carissimo Luigi,
ho letto frettolosamente il tuo post ieri, poco prima di uscire dall’ufficio, in vista del ripetitivamente catartico week-end. E’ stata, pertanto, una lettura superficiale, ma che mi ha trasmesso comunque il desiderio di ritornare sull’argomento e quindi eccomi qua a scrivere, dopo aver scorso l’intera pagina per leggere tutti i post.
La mia prima reazione (di ieri) è stata per certi aspetti simile a quella di Valentina: ero deluso ed indignato con te perchè davi l’impressione di essere uno che critica soltanto negativamente, senza proporre alternative di miglioramento, addirittura scappando dalla realtà oggetto della propria critica. Tra l’altro, durante il periodo estivo che ho trascorso a Nusco, dopo aver notato l’assenza di diverse persone che speravo o semplicemente credevo di rivedere, mi sono divertito a stilare, tra me e me, un elenco di persone che “sarebbero dovute trovarsi a Nusco, ma che non c’erano”: tu eri tra i primi della lista, finché, nell’ultimo scorcio di ferie, ti ho visto.
Oggi, la mia opinione è cambiata: dopo aver riletto attentamente quanto hai scritto e le relative risposte, ho colto il senso narrativo e letterario del tuo post. Ho notato quanto buona e positiva possa essere l’iniziativa del vostro blog, in quanto capace di ospitare discussioni del genere; quante opinioni è in grado di fomentare, quante persone è in grado di coinvolgere!
Da anni, ormai, penso che i giovani nuscani siano tra i principali responsabili dei loro disfattismo e noia (vedi fallimento del grande sogno C.P.M., vedi scomparsa di attività culturali come teatro e musica). Questo blog e quanto avvenuto a seguito del post di Luigi sono, con tutti gli auspici del caso, una prima reazione alla mancanza di proattività dei giovani di Nusco, all’incapacità di portare a compimento un’iniziativa seria, un primo segnale positivo in questo senso. Forse un vero fiore all’occhiello a sfondo culturale della nostra comunità.
Di conseguenza, da critico e sostenitore di un atteggiamento esclusivamente ‘destruens’, da stamattina ti ritengo l’esatto contrario. E per di più, ti ringrazio. Questa discussione ha dimostrato come le persone abbiano bisogno delle opinioni e, principalmente, siano in grado di articolare argomentazioni serie (per carità, anche con errori e incomprensioni, inevitabilmente) su questioni di carattare pubblico; e soprattutto, a mio modo di vedere, mette in evidenza una cosa importantissima: quanto amiamo tutti, anche tu Capò! (e forse soprattutto tu…) il nostro paese! La prossima volta che scendo, fatti vedere più spesso. ‘Ngi putimu puru fa’ ‘na bella sunata assiemi!
P.S. Oltre che con tutta la redazione del blog, vorrei complimentarmi con Antonio Passaro per cosa e come ha scritto, le sue risposte mi sono piaciute molto.
P.P.S. Mi associo ad Alfonso Del Giudice nell’invitare chiunque scriva a firmare i propri post; secondo me, è molto importante.
Mario Quaresimale
Caro Mario,
ti ringrazio per il post. Innanzitutto perchè hai colto l’aspetto “ludico” del post, e in secondo luogo per averne colto l’intento di creare un dibattito del tutto libero e aperto sul paese.
Il mio giudizio su di esso è: “un racconto grottesco più o meno autobiografico che procede per iperbole”. Nè più nè meno. Non una sentenza spietata di carattere politico.
Ovviamente, e pensavo fosse inutile dirlo, è anche nel mio interesse, come di tutta la comunità, che il paese cresca e faccia passi avanti. Lo dimostra il fatto che si è creato uno scontro, e si è parlato nel bene e nel male intorno al paese. La vera piaga di Nusco e dell’Alta Irpinia, forse è il silenzio e l’indifferenza rispetto alla realtà che ci circonda, come se non ci riguardasse.
Il c.p.m. fu una grande occasione per tutti, purtroppo sprecata. Spero che in futuro non si sprechino altre occasioni simili.
Cionnonostante prossimamente farò vari spettacoli in alta irpinia. Perchè infondo la mia lotta per questa terra non è rivolta solo a Nusco ma a tutta la nostra Alta Irpinia, ad esempio avendo partecipato sin dall’inizio alle manifestazioni di protesta sul formicoso.
Naturalmente accetto l’invito “cu na sunata assiemi”, spero a presto.
Long live Rock and Roll and God save the queens of the stone age.
Un abbraccio,
Luigi.
http://www.youtube.com/watch?v=7rK3s_BP9kE
Detto questo, in difesa della mia categoria, degli studenti universitari disoccupati, spendo due parole. Siamo gli anelli deboli della società, e gli anelli forti e quindi potenzialmente fascisti sono coloro che lavorano. Perciò ragazzi non mollate, metteremo a ferro e fuoco questa nazione di merda!
Rock and roll
Ah?
uh
HAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAH!!!!
uhuhuhuhuhuh
BOOM!