di Tanja Contino
Ci hanno declassato. Tripla B. Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch Ratings. Chi sono? Bella domanda.
Vittorio Zucconi su Repubblica ha definito ridicole le teorie complottiste che vedono negli Stati Uniti la fonte dei recenti attacchi alle finanze pubbliche di alcuni paesi europei (che per inciso, si sono prestati benissimo considerate le condizioni interne) e quindi dell’Euro tutto. Beppe Grillo e altri d’altro canto sostengono a pieno questo disegno complottista.
Dove sia la verita’ lo sapremo solo fra qualche decennio, cioe’ troppo tardi come al solito.
Certo si deve dire che queste agenzie sono tutte americane. Si deve dire anche che e’ vero che l’Euro e’/era molto forte, tanto che molti paesi tra cui Cina, India e alcuni paesi arabi avevano iniziato a accumulare riserve in Euro, abbandonando un po’ il solito dollaro. Cosa che chiaramente agli Stati Uniti piacere non fa.
D’altra parte quello che potevamo fare per non essere attaccati, nel caso di attacco si trattasse, ovviamente non lo abbiamo fatto. Sicuramente non in Italia, Grecia, Spagna e Portogallo. Le nostre economie sono quello che sono, direi soprattutto a causa della corruzione e della grande evasione fiscale.
Quello che e’ evidente e’ che le politiche degli ultimi trent’anni (dall’epoca Regan/ Thatcher per intenderci) sono state di genuflessione alla finanza, neoliberismo sfrenato che si e’ tradotto per ossimoro soprattutto in sostegno ai grandi monopoli.
Queste politiche sono state applicate a livello mondiale, dappertutto senza scampo. Ed e’ anche per questo che poi nei bar si sente dire: “e vabbe’ ma destra e sinistra in realta’ sono tutti uguali”. Beh, a livello di politiche macro economiche forse non e’ cosi sbagliato.
In copertin: departing-angel-five-angels-2001_ Bill Viola

Mi permetto di aggiungere due righe a quanto scritto da Tanja, che condivido. Il problema che viene qui richiamato è la mancanza di consapevolezza circa quanto accade, cercando sempre un “nemico”. La finanza è il “nemico” perfetto, ricco, criptico (con terminologia da iniziati, come bond, derivati, spread), avido e senza cuore. Poniamo la questione in termini più ampi: negli ultimi anni, la gente ha chiesto alla politica una sola cosa: “facci diventare ricchi, sempre più ricchi!”. Quando il boom economico s’è fermato, le classi dirigenti di ogni paese occidentale hanno spinto sul debito (privato o pubblico, da noi sul pubblico), per prendere voti. La finanza è servita a spostare sempre in avanti il momento del redde rationem. Ma la scadenza prima o poi arriva e i debiti si pagano. E’ inutile prendersela con la finanza, con la politica o con nemici “fuori da noi”. Siamo noi ad aver votato chi prometteva paradisi in terra, pagandoli con gli stipendi delle generazioni future.
Mi riferisco agli ultimi righi:”Ed e’ anche per questo che poi nei bar si sente dire: “e vabbe’ ma destra e sinistra in realta’ sono tutti uguali”. Beh, a livello di politiche macro economiche forse non e’ cosi sbagliato.”
Nei bar dicono bene, destra e sinistra sono identici, è totalmente esatto. Il problema è che sono loro quei pezzi di merda che li hanno votati.
http://www.youtube.com/watch?v=1SDjZ5RoTx0
Questo servizio mi ha colpito molto.
Ritengo l’Euro una svolta epocale. La base di un’Europa completamente nuova e unita.
Spero che si ritorni alla “sovranità monetaria”, conferendo alla B.C.E. il potere di emettere moneta.
Il punto è che la moneta unica, emessa da una banca centrale, riflette il debito dello stato emittente. Paesi come la Germania, che ha un debito molto basso, si rifiutano di conferire alla BCE il potere di emettere moneta fino a che altri paesi, come il nostro, non rientrano di almeno una parte del debito pregresso. Di qui le esigenze di “armonizzare” le politiche fiscali europee, ovvero per noi… tagli e tasse. Draghi ha concesso una serie di facilitazioni, tra cui una ghiotta finestra di sconto all’1% per 3 anni per le banche, richiedendo come garanzia dei titoli di stato di paesi europei. Non vi annoio con altre tecnicalità, però nel servizio il caso del Giappone è fuorviante in quanto il debito pubblico giapponese è detenuto per il 90% da giapponesi mentre il nostro debito pubblico è per metà in mani straniere, per cui è esposto alle fluttuazioni del mercato. Puntualizzazioni tecniche, ma la sostanza deve essere politica: se gli stati membri della UE fossero solidali, la Grecia non fallirebbe, si emetterebbe subito una moneta unica tramite la BCE e noi non saremmo costretti a tagli e tasse. Ma la domanda corretta è: senza la paura del fallimento e senza lo stress dello spread, se i tedeschi avessero detto dall’inizio “OK, garantiamo insieme i debiti di tutti!”, chi siederebbe ora sulla poltrona di presidente del consiglio italiano?
Il riferimento al Giappone e ancor di più all’Argentina mi sono parsi subito errati, anche se non sapevo di questa differenza abissale fra Giappone e Italia per la questione del debito pubblico. Hai fatto bene a parlarne.
Quello che mi premeva richiamare era la posizione reale dell’establishment europeo nel rapporto tra Politica e Finanza, con l’ago della bilancia (quasi) sempre a favore di quest’ultima. Mi rifiuto di credere che l’Europa andrà in questa direzione anche in futuro e del resto c’è un forte malcontento nei confronti della “linea Merkel”, non solo in Grecia.
A volte sembra che la Germania non abbia imparato nulla dalla Seconda Guerra Mondiale. Ma questa è un’altra storia.
Riguardo la Presidenza del Consiglio, non penso che Monti sia stato “scelto” dalla Merkel, ma da chi voleva (e poteva!) farla finita con Berlusconi -per il rischio default, per il peso crescente della Lega e per la sempre minore importanza dell’Italia nella politica internazionale-
Questo non è il governo delle Banche!
Ribadisco: la politica ha usato la finanza, ed entrambi hanno agito in questi anni senza un riferimento etico. Anche la finanza ci ha messo del suo, non vi e’ dubbio. Così come il discorso sulla Germania andrebbe approfondito, per vai dell’opportunismo dimostrato dai tedeschi nell’accettare la moneta unica ben sapendo delle condizioni finanziarie dei paesi “pigs”. Detto questo, e’ pero’ vero che l’Italia negli anni 80 era un’azienda in perdita di 40 milioni di euro al giorno, mentre durante la seconda repubblica ha ampliato la perdita fino a punte di 300 milioni di euro al giorno ( governo Berlusconi I) e ultimamente viaggiava su una media di 80 milioni di perdita al giorno. Chi presterebbe i soldi in mano a gente che ha queste cattive performance? Monti rappresenta plasticamente una cosa terribile, cioè che la democrazia, in Italia e non solo, forse… Non ce la possiamo più permettere! Fosse stato per l’italiano medio, sarebbero ancora al potere gli artefici di questo disastro.
E’ un’età di passaggio.
Non so cosa accadrà in futuro e ho poche certezze.
L’Europa unita è una di queste.
Ma sono fiducioso…
Grazie per questi interventi, molto precisi tra l’altro. In due parole molto semplici, io credo che la politica e la finanza si siano fatte un favore a vicenda, ovviamente a danno dei cittadini, della gente normale, dei sistemi economici reali. La politica ha usato la finanza come specchietto per le allodole, promettendo ricchezza, sviluppo (che tra l’altro è un concetto complesso che raramente può essere limitato alla componente economica) per farsi votare e anche per arricchimento personale. La finanza non ha fatto altro che cogliere l’occasione. Io credo che la finanza di base sia un mondo piuttosto lontano dall’etica, ma non è una sorpresa. Lo sbaglio maggiore è stato della politica e di chi l’ha sostenuta. La politica è amministrazione e le si deve chiedere e pretendere efficacia ed efficienza, non miracoli finanziari. Soprattutto, è la politica a dover regolare la finanza, non il contrario.