A proposito di viaggi, questa è la storia di un Viaggio iniziato in un tempo molto lontano, più di 100 milioni di anni fa, che riguarda una roccia che dal fondo di un oceano ormai scomparso si ritrova ora sola, in mezzo ad altre rocce a lei estranee, a subire la prepotenza degli agenti atmosferici, protetta solo da un piccolo alberello che la sovrasta.
DIABASE DI FRIGENTO
Intorno a 200 milioni di anni fa (Periodo Triassico dell’Era Mesozoica) la Tetide, un oceano di vaste dimensioni disposto in direzione Est-Ovest, divide i continenti Eurasia e Africa, quest’ultimo ancora attaccato all’America del Sud.
Nel Periodo Giurassico dell’Era Mesozoica, 150 milioni di anni fa, inizia l’apertura dell’Oceano Atlantico che procede da Sud verso Nord. Questo fenomeno, che si conclude nel Periodo Cretaceo dell’Era Mesozoica, 65 milioni di anni fa, provoca l’allontanamento dell’America del Sud dall’Africa. L’America del Sud, ruotando in senso orario, si avvicina all’America del Nord; l’Africa, ruotando in senso anti-orario, si avvicina all’Eurasia con conseguente progressiva chiusura dell’oceano Tetide.
La crosta oceanica della Tetide, più densa e pesante, inizia a scorrere al di sotto della crosta continentale africana determinando il fenomeno della subduzione.
La completa apertura dell’Oceano Atlantico, anche nella sua parte settentrionale e centrale, tra 130 e 50 milioni di anni fa (Periodo Cretaceo dell’Era Mesozoica ed inizio dell’Era Terziaria), causa la totale chiusura della Tetide e lo scontro tra il continente africano e quello eurasiatico.
In Italia il risultato di questo scontro sono le catene montuose delle Alpi e degli Appennini.
L’interno della Terra è diviso in tre parti principali. Dal centro verso l’esterno abbiamo prima il nucleo, con la parte interna solida e la parte esterna liquida, poi il mantello, formato da roccia fusa (il magma che fuoriesce dalle dorsali oceaniche e dai vulcani) ed infine la crosta terrestre che è la parte esterna solida.
La crosta oceanica è formata da rocce ignee che provengono dalla consolidazione del magma del mantello terrestre che si trova al di sotto. Essa è costituita da tre strati sovrapposti. Uno strato più profondo di rocce ignee intrusive, uno strato superiore di rocce ignee effusive (magma che si solidifica dopo che fuoriesce dalle dorsali oceaniche) e uno strato di rocce sedimentarie di mare profondo.
Durante la subduzione una parte della crosta oceanica della Tetide (roccia + sedimenti) viene “raschiata” accumulandosi in zone depresse lungo il bordo del continente africano (i cosiddetti bacini sedimentari). In questi bacini, dove continua la normale sedimentazione di ambiente di mare profondo, si accumulano anche materiali provenienti da frane sottomarine.
In Alta Irpinia, lungo la dorsale della strada statale 303, affiorano materiali provenienti dai bacini sedimentari del bordo continentale africano.
Al Km 19+250 della statale 303, inglobato nella gran massa di argille, c’è un raro affioramento di circa 10 m³ di roccia di crosta oceanica conosciuta come diabase di Frigento, di colore verde scuro. In tutto l’Appennino meridionale si conoscono soltanto altre due testimonianze analoghe, sul monte Centaurino, nel Cilento meridionale e a Tito in provincia di Potenza.
Tanti anni fa mi era capitato di dare un’occhiata alla roccia verde del monte Centaurino e l’estate scorsa ho deciso di cercare il diabase di Frigento. Quando finalmente sono riuscito a trovarla, mi ci sono seduto sopra a riposare e il vento fresco della fine del giorno estivo mi ha portato una debole voce, un lontano lamento che sono riuscito a trascrivere.
LAMENTO DI UNA PIETRA
Cosa sono io,
pietra tra le pietre,
roccia tra le rocce,
eppure sola, diversa, sperduta.
È ormai lontano il tempo,
svanito nel fondo buio delle ere geologiche,
di quando la mia casa era il profondo mare
e dovunque volgessi lo sguardo,
intorno a me tutto era familiare.
Ma una forza terribile,
di lontana provenienza
fino allora sconosciuta,
mi ha strappato da quel luogo sicuro
per condurmi, inconsapevole,
in un folle Viaggio nel tempo.
In principio non ero sola,
condividevo questa sventura con tante mie sorelle.
Leggevo nei loro occhi la sofferenza e la paura,
ma ci davamo forza e speranza a vicenda.
Tutte le ho perse nel cammino
e da tempo la mia vita si è fatta solitudine.
Ora sono qui, difesa solo da questo alberello,
rassegnata a proseguire il Viaggio
o ad essere spazzata per sempre,
trasformata in polvere.

