QUANDO CADONO LE STELLE: una luce fra le onde del mare

di Gianpaolo Faia

Concordia: un nome che sa di solidarietà, di pace. Ed ecco che, all’improvviso, evoca tragedia e sgomento. Ma in tale orrore c’è ancora posto per la pietas, anzi ora più che mai.
Questo post vuole essere un omaggio, un misero omaggio ad una persona che sembra davvero d’altri tempi, in quest’epoca così sterile di sentimenti e senso del dovere. E’ un inno alla speranza, vero motore immobile che funge da carburante dei cuori, che si cela in ogni essere umano. Chiamatela come volete… imbrigliatela in religioni varie, filosofie esistenzialiste, ragioni illuministe… tanto resta sempre lei, la speranza.
Durante la tragedia della ahimè famosa nave da crociera affondata, un ragazzo trentenne, Giuseppe Girolamo, batterista della band della nave, secondo testimoni ha lasciato il suo posto su una scialuppa di salvataggio ad un bambino. Da allora è scomparso.
Io non conosco il ragazzo musicista in questione. Tuttavia il suo gesto così eroico e al contempo così normale mi sembra sia una cosa da non dover passare inosservata. Va benissimo soffermarsi sulle pressochè acclarate responsabilità terribili del comandante della nave, ma in tanta sofferenza e inettitudine c’è anche una luce che brilla forte nella notte.
C’è chi fugge (almeno così sembra) dalla barca che affonda pur avendo la responsabilità di dover restare a bordo per compiere il proprio dovere, ovvero restare per salvare vite umane; c’è chi resta pur non avendo alcuna responsabilità proprio per salvare quelle vite. E per dare speranza.
Non siamo inquisitori e non ci permettiamo di anticipare sentenze ed eventuali condanne o assoluzioni. A quello ci ha già pensato la Santa Inquisizione medievale mandando al rogo buoni e cattivi, senza distinzione. Quale aberrazione, quale abominio… l’uomo è capace di gesti orribili.
Ma è giusto evidenziare anche che l’uomo è capace di gesti sublimi, di un altruismo che trascende la metafisica per divenire molto umano, molto umile, semplice. Forse (anzi probabilmente) la natura umana è davvero tendente alla vigliaccheria e al sopruso, ma esiste una parte insita nella coscienza di alcuni individui che può rendere orgogliosi tutti noi di tali gesti encomiabili.
Dice di Giuseppe un collega: «educato e rispettoso di tutto e tutti come ce ne sono pochi, timido e fragile e se sta li dentro al buio e al freddo sarà spaventato come un bambino indifeso» (fonte Corriere della sera). Non possiamo far altro che sperare che tutti i bambini indifesi di questa terra possano salvarsi dai mostri che li perseguitano.
E’ giusto ora sottolineare ciò, in un momento buio, in cui anche una piccola luce può fungere da stella polare e brillare come un faro nell’oscurità.

In copertina: René Burri, Blackout, New York City